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venerdì 6 novembre 2015

Carnivori contro Vegani


L'alimentazione sta coinvolgendo non solo gli esperti del mestiere, ma anche mass media, internet e attività commerciali. In ogni supermercato c'è uno spazio maggiore per la frutta e la verdura e le botteghe BIO si stanno diffondendo. Quello che fino a poco tempo fa era chiamato il "deserto alimentare" dei vegetariani ora vede nel suo interno oasi di cibi vegetali. I dibattiti però sono accesi. La carne fa bene, la carne fa male. Il latte fa crescere, il latte è dannoso. Io mangio quello che voglio, tu mangi quello che voglio io.
Come in America in Italia si è accesa una battaglia tra carnivori e vegani. Quando non hanno niente da fare ecco che si arrabbiamo in TV e si accusano a vicenda sul Web. Assassino, grida il Vegano, Ciarlatano grida il Carnivoro. Come sempre la verità è di ambo le parti, si potrebbe dire nel mezzo. Cosa importa se personalmente mangio quello che mi pare. Quello che importa è che non mi sia imposto uno stile di alimentazione che non condivido o che giudico inappropriato per la mia salute. Sotto questo aspetto il dibattito acceso, a volte offensivo, è utile. Chi offende, da una parte e dall'altra, perde immediatamente di credibilità, ma nella sua vemenza fornisce spesso informazioni utili all'avversario. In uno stato di diritto la diversità di idee è basilare: l'alimentazione è un campo così privato che esclude lo scontro. Vi immaginate se al tavolo di un ristorante scoppiasse una rissa perchè io ho ordinato il riso con i funghi e il mio commensale avesse ordinato i pici al ragù di cinghiale? Una dialettica simpatica trasformata in una rissa, inconcludente, deleterea, confusionaria e regressiva.
Nel mio libro sono di parte. Ho sposato la tesi vegetale ed integrale. Espongo le mie idee dopo aver letto il China Study. Ho trovate le sue tesi convincenti. Questo non sarebbe successo se alla fine della mia carriera il cancro fosse stato debellato. Queste erano le apettative negli anni '70 e '80. Oggi la causa del cancro non è , come dovrebbe essere, l'argomento principale nelle assise mediche. Anche la prevenzione ondeggia nell'incertezza. Anzi viene spacciata per prevenzione la diagnosi precoce. Questo non è corretto, ma non importa, importante è che sia fatto in buona fede.
Sono ormai Vegano e mangio cibi integrali dal 2014. Il mio colesterolo, dopo anni di inutili diete, statine, integratori e tante altri espedienti consigliati dai miei Colleghi, è passato dai valori inamovibili sopra 250 a 140. Sono quasi vicino al valore medio dei contadini cinesi menzionati nel China Study. Tra prendere una statina condita al ragù di carne e un frullato di frutta e verdura, perdonatemi ma io ho fatto la scelta. Ho perso il gusto dei cibi saporiti, ma spero di aver spianato la strada della mia vecchiaia.
La mia testimonianza e le mie ricerche sono raccontate nel libro. Sono contento se qualcuno lo legge, e non mi importa se sarà etichettato come una "Bufala", almeno fino a quando non sarà imposto per legge il salcicciotto arrosto quotidiano.

mercoledì 31 dicembre 2014

E se Colin Campbell avesse ragione?

Nel 2011 anni fa è uscito il libro China Study. Parlando con un amico non medico e mi fece leggere una critica su internet in cui le tesi di Campbell erano smontate una ad una. Fu il motivo per cui comprai il libro e da un anno sono vegetariano. Nel 1980 curavo i malati oncologici nei cameroni da 20 posti letto nell'ospedale Santa Maria della Scala a Siena. Avevo fatto la tesi sugli effetti cancerogeni delle radiazioni sulle popolazioni di Hiroshima e Nagasaki e la patologia generale e la cancerogenesi erano sempre state una passione, ma al paziente o al familiare che mi chiedeva per quale motivo aveva un tumore, dovevo rispondere con statistiche per coprire la mia ignoranza. Ora Campbell illustra la sua teoria e chissà se non sia come ai tempi di Darwin in cui le sue idee vennero osteggiate e derise soltanto perché andavano contro corrente. Campbell ipotizza che la maggior parte delle malattie degenerative, dal cancro all'Alzheimer, derivi dalla alimentazione proteica animale. L'alimentazione occidentale è basata su un uso cospicuo di carni animali e latticini ed è la abbondanza di proteine animali introdotte con la dieta che sarebbe responsabile della degenerazione cellulare. 
I suoi studi partirono nel 1960 da una ricerca indiana (1) in cui i topi sottoposti alla aflatossina sviluppavano cancro al fegato solo quando l'apporto di proteine era il 20%. Una dieta del 5% non faceva sviluppare il cancro, anzi lo faceva regredire quando dal 20% si passava al 5%. La proteina della dieta dei topi era la caseina. Successivamente nelle Filippine studiando l'effetto della aflatossina nei tumori infantili riscontrò che i bambini affetti da cancro al fegato appartenevano quasi esclusivamente alle classi benestanti. I bambini delle classi povere, nonostante assumessero una maggiore quantità di aflatossina, presentavano una incidenza di cancro inferiore. Negli studi epidemiologici del China Study (tab) il confronto tra la dieta della popolazione americana e quella delle aree rurali cinesi, indicava che il basso consumo di proteine animali corrispondeva ad una bassa incidenza non solo del cancro ma anche delle patologie degenerative. Nel Nurse’s Health Study iniziato nel 1976 sono state studiate 120.00 infermiere e Campbell evidenzia che la dieta a base di proteine animali “nel suo insieme” è responsabile della mortalità e che i singoli componenti della dieta, per esempio i grassi animali, giocano lo stesso ruolo sia che siano assunti in dosi minime o in dosi elevate. Le infermiere, persone più attente alla salute della popolazione generale, seguivano diete povere di grassi, ma soffrivano delle stesse patologie degenerative della popolazione e a volte anche in quantità maggiore. Questo dato indicava che non era la singola sostanza, esempio il colesterolo e i grassi saturi della dieta, a determinare l'insorgenza della malattia ma la dieta proteica nel suo insieme (2,3).
Culturalmente oggi lo standard di una buona e sana alimentazione è rappresentato da un massiccio apporto di proteine animali e latticini. Le raccomandazioni standard (RDA: dosi giornaliere consigliate) prevedono un apporto proteico animale dal 10 al 35% con una precauzione nella limitazione di alcuni tipi di grasso. Di contro la salute negli USA (leggi Occidente) è afflitta dalle moderne patologie degenerative.
La ricerca mondiale è focalizzata sulla individuazione dei cancerogeni, dal giallo burro al DDT, banditi negli anni 1970, agli innumerevoli coloranti e conservanti fino alle recenti ammine aromatiche (fritture e grigliate >200°). Inoltre ciclicamente sono esaltati integratori alimentari in grado di antagonizzare specifiche malattie. Il quadro è estremamente confuso, sembra un gioco in cui una giacca è tirata da tutte le parti ma è sempre sgualcita. Campbell ha il pregio di aver avanzato una ipotesi innovativa e, come per Darwin, saranno necessarie prove e controprove per la verifica e per entrare nei particolari più approfonditi: ad esempio il latte vaccino ha lo stesso effetto del latte di capra? Il latte di palma è salubre come il latte di soia? Gli interrogativi sono tanti e non possono essere cancellati soltanto perché l'alimentazione carnea è lo standard nutrizionale. Dobbiamo ricordare che questo tipo di dieta nacque nel XVIII secolo con la rivoluzione industriale ed è diventato uno status symbol delle popolazioni ricche. D’altra parte ci sono discussioni su Gesù Cristo per sapere se era vegetariano e se l'agnello disegnato nell'ultima cena era solo sacrificale o veniva anche mangiato.

Comunque rimane il dubbio della risposta al paziente che domanda perché si è ammalato. Recentemente Il programma delle Iene ha illustrato "il tumore di Antonio" che a due anni dall'ultima cura ufficiale, ha riacquistato una qualità della vita impeccabile per il semplice fatto di aver iniziato una dieta vegetariana. Da oncologo, non avendo risposte certe, oggi non mi assumerei la responsabilità di negare a un malato oncologico la prescrizione di questa dieta. Tre mesi di frullati di verdura, seguiti da pasti vegani, integrati con alcalinizzazione alimentare sono una indicazioni fino a poco tempo fa non avrei mai immaginato. Oggi Campbell suggerisce una ipotesi in cui “i carcinogeni chimici in genere non provocano il cancro a meno che non ci siano le giuste condizioni nutritive”. Se tale teoria fosse vera servono buoni medici dietologi e studi epidemiologici di conferma, ma nel frattempo conoscendo certe schifezze della produzione industriale dei cibi carnei consiglio, a chi me lo chiede, la loro drastica riduzione. Ogni individuo è libero di fare la sua scelta ed ognuno può scegliere di bere latte di mucca o latte di soia.